Piovono pietre!

Nonostante i continui attacchi, nonostante il perenne ricatto del licenziamento, nonostante l’aumento delle ore lavorative, nonostante il proliferare di contratti a tempo determinato, la classe operaia dimostra in questi giorni, alla Fiat di Pomigliano, di essere ancora capace di battersi contro i padroni e contro i sindacati confederali ad essi venduti.

Dopo il brillante accordo chiuso da Cgil Cisl e Uil (noto col nome di Piano Marchionne), il novanta per cento degli operai dell’Alfa ha interrotto il proprio lavoro e sostenuto dei ridicoli corsi di perfezionamento. Al ritorno in fabbrica, 316  lavoratori hanno appreso che l’azienda aveva per loro in programma il trasferimento in un capannone situato a Nola. Oltre  a sottolineare che più di una trentina di operai non entrano materialmente nel capannone, è da mettere in luce che i lavoratori trasferiti sono tutti sindacalizzati e combattivi. La volontà dell’azienda di esternalizzare e licenziare gli elementi che osano disturbare il proprio strapotere nei reparti è chiaro a tutti. A questi provvedimenti gli operai hanno risposto con degli scioperi (con adesioni anche del 90%) e dei picchetti, selvaggiamente caricati dalla polizia. Ma la lotta dei lavoratori di Pomigliano non si è arrestata e alla repressione si è saputo rispondere mettendo in piedi altre iniziative.

E’ oggi più che mai importante, dunque, estendere le reti di lotta e solidarietà tra chi studia e chi lavora, per fronteggiare un attacco padronale alle condizioni di vita di tutti noi.

Negli ultimi dieci anni, infatti, la percentuale di giovani che sono stati costretti a sottoscrivere un contratto a tempo determinato è aumentata del 10% circa mentre, contemporaneamente, il livello di tutela di chi lavora a tempo indeterminato tende sempre più a diminuire.

Da anni la Banca Centrale Europea (a nome del padronato a livello europeo) invoca a gran voce provvedimenti che aumentino le ore lavorative annue e i governi (di qualunque stato e di qualunque colore) varano, obbedienti, riforme in tal senso. Lo straordinario obbligatorio e l’aumento dell’età pensionabile sono evidentemente provvedimenti  nati per accontentare i vari padroni. A questo si aggiunga la centralità che Confindustria riconosce ai contratti di secondo livello (contratti tra lavoratori e azienda) svilendo così le già blande garanzie sancite dai contratti collettivi nazionali frutto delle lotte dei lavoratori.

In questo quadro va inserita, dunque, la ragione degli omicidi sul lavoro che si verificano ogni giorno. Quei politici che, indignati, fanno a gara per occupare le prime panche delle chiese ai funerali di chi muore lavorando, sono gli stessi che approvano leggi che costringono a ritmi massacranti e disumani, ponendo le basi per i “tragici incidenti”.

Per questo invitiamo tutti a partecipare al corteo di Pomigliano del 1 maggio, esprimendo così la propria opposizione a questi disegni che affamano e uccidono. E’ opportuno mobilitarsi in prima persona per ridare contenuti e significati alla giornata internazionale dei lavoratori che qualcuno ha cercato, negli ultimi anni, di trasformare in una stupida carnevalata.

SEMPRE AL FIANCO DI CHI LOTTA

POTERE A CHI LAVORA

CORTEO DEL 1 MAGGIO A POMIGLIANO,

PIAZZALE “EX-VESUVIANA” ORE 10