Questioni di intolleranza
Il palazzo di nove piani della Federico II, di via Marina, nasceva in condivisione per i corsi di Giurisprudenza e di Lettere, perfettamente in linea con la tendenza universitaria per la quale gli studenti devono frequentare le sue aule per motivi onerosamente didattici, e senza alcun posto al suo interno che ne permetta l’aggregazione per socializzare contenuti ed esperienze. Non era prevista alcuna possibilità di fermarsi, ma niente è casuale: noi seguiamo, sosteniamo l’esame, ma non dobbiamo avere neanche il più misero spazio per studiare, per discutere o per mangiare.
5 anni fa, nel mese di novembre, gli studenti autorganizzati dell’università sono riusciti ad occupare un posto che da allora è dedicato alla condivisione di esperienze politiche comuni, e non solo: è l’A12, aula del II piano, che è stata e continua ad essere fulcro e punto di partenza di tutte le lotte che da allora si sono sviluppate all’interno dell’università.
In aula non c’è mai silenzio, non è una semplice aula studio come tutte le altre: si parla, si discute, ci si confronta. L’aula è vissuta da chi ne ha coscienza, da chi interagisce con le altre persone, senza parassitismi: studenti di lettere, giurisprudenza, ma anche di sociologia, economia, o anche dell’Orientale, collaborano alla gestione assieme al collettivo giurisprudenza e al collettivo lettere, e non si sono mai chiesti se questa aula sia di una facoltà o dell’altra. Quindi dov’è la contrapposizione?
Ogni anno si festeggia l’occupazione dell’aula proprio per sottolineare la necessità di avere un luogo a disposizione per il confronto e per portare avanti le attività che di questo spazio hanno davvero bisogno: quest’anno il giorno del “compleanno” dell’A12 lo abbiamo dedicato alla visione del documentario “Senza Tregua”, dedicato al partigiano Giovanni Pesce “comandante Visone”, poiché l’antifascismo è uno degli impegni e egli obiettivi di tutti coloro che vivono con coscienza quest’aula. Ma non è l’unico. L’assemblea con il giornalista cubano Andres Gomez, l’assemblea antisessista, e più recentemente la solidarietà alla lotta che è partita dagli operai della FIAT di Pomigliano proprio in questi giorni, sono solo esempi di attività che sono portate avanti quotidianamente, e che sono nate in A12.
Hanno maliziosamente affermato, nell’ormai “famoso” articolo, che non può entrare in A12 chi ha il giubbotto di pelle e gli stivali perché considerato fascista, o chi è cattolico in quanto tale: niente di più falso!
Rivendichiamo il diritto di non far entrare in A12 chi venga a provocarne gli occupanti, facendo il saluto romano, entrando in aula e urlando Sieg hail!, e chiunque voglia sfruttare l’aula (stranamente sempre sotto campagna elettorale) per fare gli interessi del proprio partito, come i rappresentanti, che fanno tutt’altro che rappresentare per davvero gli interessi degli studenti, usando l’università e noi studenti come trampolino di lancio per la loro carriera istituzionale. Con una lista come Confederazione prendono soldi da partiti e partitini, e li rastrellano anche all’università per iniziative ridicole che spacciano anche per culturali, come il calendario delle studentesse, per cui hanno ottenuto 5mila euro, o l’elezione di miss università, che è stata sovvenzionata con 3mila euro. Ricordiamo bene che Confederazione ha ottenuto dall’università 25mila euro solo nell’ultimo anno …cari studenti, questi sono proprio i vostri soldi, quelli che l’università non ha utilizzato per una mensa funzionante, per una biblioteca aggiornata, per altre borse di studio!
Se essere intolleranti significa rifiutare ogni sciacallaggio, e ogni parassitismo, noi e tutti gli studenti che condividono questa aula siamo molto fieri di essere intolleranti!
Ogni studente di ogni facoltà è il benvenuto in A12 per vivere e rivendicare l’esistenza di spazi occupati: spazi liberi dalla logica del profitto universitario, dalle istituzioni, dai rappresentanti, per rilanciare così un luogo di nascita delle lotte autorganizzate degli studenti!

